Tipo di voce, come riconoscerla

La nostra voce dice di noi. Spesso sottovalutiamo come la voce ci rappresenta. Ma la voce è strettamente legata ad una delle nostre necessità primarie: comunicare.

Tabella dei Contenuti

Preziosa, unica e originale: ecco come imparare a conoscere la propria voce e prendersene cura.
“La voce umana è il più bello strumento che esista, ma è anche il più difficile da suonare.”

Così affermava Richard Strauss, che in una sola frase è riuscito a riunire due parole chiave da tenere profondamente presenti quando parliamo di voce: strumento e suonare.

La voce ci rappresenta

Sì perché la nostra voce esattamente è uno strumento, come un pianoforte, e tutto quello che produciamo attraverso l’emissione della voce, dal canto alle parole, richiede esattamente la stessa cura che impieghiamo nell’imparare a suonare uno strumento musicale.

La nostra voce suona e se iniziamo a porci nei suoi confronti in quest’ottica, impareremo a comprendere l’importanza di sapere utilizzare la nostra voce correttamente, indipendentemente che ci si lavori o meno.

La nostra voce ci rappresenta, parla di noi, ed è uno dei veicoli di cui disponiamo per esprimere la nostra personalità, il nostro pensiero e le nostre emozioni.

La sua conoscenza comincia dall’imparare ad ascoltare la nostra voce tutti i giorni: spesso anche i feedback degli altri possono aiutarci più di quanto immaginiamo nel suo utilizzo, perché possono portare alla nostra attenzione peculiarità o vizi a cui magari per disattenzione o superficialità non abbiamo mai fatto caso.

In questa giornata molto speciale, in cui festeggiamo i 4 anni del nostro podcast Mettiamoci la Voce, vorremmo condividere con voi alcune riflessioni emerse da questo lungo percorso, così che possano essere un nuovo punto di partenza e di approfondimento per scoprirne altrettante. Perché la nostra voce cresce, si evolve esattamente insieme a noi e alle nostre esperienze, ed è un viaggio che non smette mai di sorprenderci…è un percorso meraviglioso, unico per ciascuno di noi, dal quale non si smette mai di imparare.

La nostra voce nella vita di tutti i giorni

Conosciamo davvero la nostra voce?

La voce è strettamente collegata alla nostra necessità di comunicare, attività fondamentale e indispensabile che compiamo ogni giorno. Proprio perché la utilizziamo ogni giorno spesso la diamo per scontata e ne sottovalutiamo l’importanza: una spia di questa nostra superficialità può emergere dall’accogliere un feedback di chi ci ascolta.

Se più di una persona ci dice che tendiamo, ad esempio, a parlare a voce alta o in maniera troppo veloce, potremmo pensare si tratti di un punto di vista altrui e personale, ma se invece ci interrogassimo seriamente su questo aspetto che gli altri riscontrano in noi? 

Potrebbe essere l’input per iniziare ad ascoltarci, a prestare davvero attenzione al modo in cui comunichiamo. Quando diciamo infatti che la nostra voce non ci piace o la definiamo “brutta” è perché non la stiamo utilizzando correttamente e non siamo consapevoli di come poterla valorizzare.

La consapevolezza di cui parliamo però deve essere sempre un ascolto attivo della nostra voce, mai passivo, perché al contrario un’estrema consapevolezza della propria voce o persino “un innamoramento”, genera l’opposto e ci rende incapaci di ricercare la nostra voce autentica nonché di oscurare il contenuto del nostro discorso.

Perché è importante maturare questa consapevolezza?

Usare bene la nostra voce ci permette di migliorare la qualità della nostra comunicazione, la nostra capacità di ascolto e quella degli altri.

Anche un attore alle prese con la costruzione dell’interpretazione di un testo, lo fa perché quelle parole arrivino efficacemente a chi ascolta, ma lui stesso trae linfa creativa dall’ascoltarsi, dalla consapevolezza di un’esperienza che riesce a far rivivere attraverso le parole del suo personaggio.

Il bagaglio di crescita che infatti fornisce l’ascolto è un prezioso percorso di vita e di esperienza ineguagliabile: ci permette di valutare parametri oggettivi come la velocità, il ritmo, l’eloquio, il volume, ma anche caratteri soggettivi, che possono essere frutto di sovrastrutture, di esperienze e di educazione.

L’importanza di ascoltare la nostra voce e quella degli altri

La necessità di migliorare la comunicazione, approfondire e conoscere la propria voce oggi è un’esigenza sempre più sentita, non solo dagli artisti o da chi lavora con la propria voce. Questo perché si è visto come conoscere la propria voce e prendersene cura può evidentemente migliorare la nostra comunicazione con gli altri, nel privato e nel lavoro.

Come migliorare la nostra voce?

La scusa del mi piacerebbe, ma non ho tempo, sappiate che non è valida quando parliamo della nostra voce: la vita quotidiana è la migliore palestra per allenare la propria comunicazione, e di occasioni ed opportunità ve ne sono più di quanto possiate immaginare.

Più che il tempo però è l’intenzionalità a fare la differenza, ovvero la consapevolezza – ancora lei! – che stiamo lavorando per migliorare la nostra voce

Chi nasce figlio d’arte ad esempio sarà già esposto a certe abitudini, ad esempio a sentir parlare in dizione, e senz’altro arriverà prima ad un certo risultato rispetto a chi comincia da zero. Ecco perché sono

  • volontà
  • l’impegno
  • la costanza

che faranno la differenza. Anche imparare una sola parola al giorno in dizione per un intero anno può fare la differenza, se pensate a tutte le parole che sarete riusciti ad apprendere.

Esplorare il proprio potenziale vocale: modulazione, essenzialità e chiarezza

Nel corso dei nostri podcast lo abbiamo sottolineato più volte: non esistono brutte voci, ma esistono voci non utilizzate in maniera corretta.

Abbiamo quindi semplicemente bisogno di prendere confidenza con la nostra voce, sviluppando una sensibilità all’ascolto: non è il timbro di voce a fare la differenza in un discorso, ma è riuscire a trasmettere un concetto in maniera efficace attraverso una corretta modulazione della voce.

E la modulazione si apprende proprio con l’ascolto. Si pensi a quando ci rivolgiamo ad un professionista: spesso è la sua voce, la sicurezza con cui esprime in maniera chiara i concetti a dargli credibilità e fiducia.

Essere essenziali, evitando ricercatezze o eccessi in un discorso, permette di essere espressivi, privilegiare il contenuto, scegliendo quindi una modalità espressiva pertinente e attinente all’oggetto del discorso e al contesto.

Ovviamente è fondamentale che qualsiasi discorso si intraprenda, voi siate i primi ad aver chiaro quello che vorrete riportare all’altro.

Parlare da soli?! I benefici e le curiosità della metacognizione

Vi è sicuramente capitato, spesso inaspettatamente, di parlare da soli a voce alta. Meno volte invece vi sarà capitato di andare a fondo e chiedervi perché accade: si tratta di quella che viene definita metacognizione, ovvero un autoriflessione, quasi come se sentire la nostra voce ci aiutasse a familiarizzare e razionalizzare con un pensiero, oppure semplicemente per la necessità di incoraggiarci o rimproverarci. 

La voce ha la capacità di influire sull’azione e il risultato, al punto da modificare il linguaggio del corpo e quindi la modalità e l’atteggiamento con cui affrontiamo una situazione.

Si pensi a come il discorso motivazionale di un allenatore abbia un valore fondamentale per i suoi calciatori, e come allo stesso modo uno sportivo per prepararsi ad una gara abbia bisogno di incitarsi a fare del proprio meglio.

Anche se normalmente il parlare da soli è associato a qualcosa di folle e anormale, ci sono contesti, come il momento di un monologo a teatro, il tifo per la squadra del cuore, in cui quest’atto diventa normalità: questo perché parlare da soli ha un potenza chiarificatrice, che ci rende consapevoli di uno stato d’animo, di un pensiero o di un’emozione. Ecco perché rileggere a voce alta diventa anche una tecnica per cogliere il senso di quello che si dovrà dire e per comprendere con maggior chiarezza un testo da riportare efficacemente ad altri.

Come conoscere la propria voce

Eureka: l’apprendimento come processo sperimentale e mai lineare.

Il percorso che ci condurrà alla conoscenza e alla graduale padronanza della nostra voce è naturalmente un processo sperimentale e mai lineare: dobbiamo pensarlo come una matassa, un qualcosa di confusionario a cui dare forma gradualmente, tra successi e fallimenti. Proprio dinanzi all’idea di poter fallire o di non vedere risultati immediati rispetto agli obiettivi che ci si è preposti, porta spesso le persone ad arrendersi. 

Ma in realtà proprio perché il percorso è ricco di dirottamenti, di passi avanti e passi indietro, non dobbiamo autosabotarci e non limitarci a vedere l’apprendimento come una serie di risultati da portare a casa. Il più delle volte i risultati arriveranno quando meno ve lo aspetterete, e nel caso della voce, in continua evoluzione, questo vale ancora di più: spesso più che la razionalità è soprattutto una questione di emozioni, che possono influenzare nel bene o nel male il nostro momento di apprendimento.

Ecco perché circondarsi delle persone giuste è fondamentale: chi ci guida deve supportarci andando oltre il trasmetterci delle semplici nozioni, ma suggerirci delle dritte, darci anche una prospettiva diversa che ci permetta di superare la nostra paura. Allo stesso tempo anche chi apprende deve essere pronto ad accogliere i feedback, avere pazienza, seminare, costruire e mettersi in gioco. Un processo di apprendimento richiede tempo: non sappiamo dove ci porterà e quando vedremo soddisfatta l’aspettativa e gli obiettivi che ci siamo posti, ma per rendere possibile che ciò possa accadere, c’è bisogno di tutto l’impegno e l’accoglienza necessari a propiziare questo percorso, accettando ed imparando a gestire anche gli imprevisti.

Approfondisci l’argomento nel podcast dedicato all’eureka.

Scoprire la propria voce

Quando parliamo di bella voce, pensiamo unicamente a tutto quello che possiamo fare per renderla tale: utilizzarla al meglio, trattarla come uno strumento musicale che, oltre ad essere suonato correttamente, ha bisogno anche di cura.

Avere cura della propria voce significa scoprire un fenomeno ricco e complesso che cresce con noi e cambia per molteplici variabili, connesse alla salute e alle emozioni, poiché ciascuna voce è il mix delle proprio esperienze di vita e apprendimento.

Si impara così ad accettare la propria voce, entrando nell’ordine di idee che esistono più voci, andando oltre lo stereotipo che una voce calda e suadente sia un dono della natura. Si tratta piuttosto di un certo utilizzo che si fa della voce, legata anche ad un atteggiamento corporeo: ciascuno di noi imparando ad utilizzare la propria voce può trovare la sua voce calda e seducente.

Dobbiamo quindi pensare ad una voce espressiva, che in potenza può essere tante voci in base alle modalità che apprenderemo per emetterla nelle sue diversificate sfumature espressive. Non solo quindi chi ha fatto della voce la propria professione, ma tutti dovremmo avventurarci in un viaggio che ci permetta di scoprire il potenziale della nostra voce

Prendersi cura della voce

L’aspetto ad esempio che riguarda strettamente le salute delle nostre corde vocali è competenza del logopedista: confrontarsi con questo professionista può essere l’occasione per imparare a capire come prenderci cura della salute della nostra voce, assicurarci che sia sempre ben idratata, conoscere i muscoli legati alla sua emissione, e constatare se l’utilizzo che ne facciamo può comprometterne lo stato di salute. 

A ciò possiamo aggiungere delle piccole ma efficaci pratiche quotidiane utili a familiarizzare con la nostra voce: leggere ad alta voce, esercitarsi in una lettura neutra e atona, studiare la dizione per rendere il suono delle parole più gradevole, senza vezzi e cantilene, e confrontarsi con gli altri magari partecipando a gruppi di lettura.

E se vuoi approfondire le tematiche che abbiamo trattato in questo articolo, scopri di più ascoltando il nostro podcast.